I vitigni del Vallese, un bicchiere con il pasto
Il bianco resta leggero, il rosso ha carattere. La bottiglia la aprite la sera, quando i bambini sono in camera.
Aggiornato il 27 ottobre 2026

Nel Vallese, in poco spazio, crescono più di 50 vitigni, molti quasi solo qui. Sanno di sole, di terrazze ripide e di luogo. Chiaro vuol dire fresco, scuro vuol dire speziato, e la bottiglia si apre la sera quando i bambini dormono.
Le vigne stanno più o meno tra 500 e 1.100 metri, su pendii secchi, spesso in mano a piccole aziende. Per questo lo stesso nome cambia sapore da un vigneto all’altro.
Rosso, speziato, con la carne

Il Cornalin è scuro e speziato, con frutti di bosco e spezie, e sta con la carne, la griglia e uno stufato. L’Humagne Rouge è più terroso e resta vicino alla regione. Il Pinot Noir nel Vallese diventa più robusto per sole e quota, ed è il vino con cui molti cominciano.
Bianco, leggero, con il formaggio

La Petite Arvine è fresca, viva, in chiusura un po’ salata, con agrumi. Sta con l’aperitivo, il pesce e un piatto leggero. Lo Heida, anche Savagnin Blanc, cresce più in alto, ha più corpo, di noce e minerale, e sta bene accanto a raclette e formaggio. Il Fendant è lo Chasselas del Vallese: leggero, e accompagna quasi ogni cena.

In autunno si vede da dove viene. Cassette rosse, foglie gialle, gente nei filari. Poi il vino è in bottiglia, e decidete voi in quale sera si apre.
A tavola a Leukerbad

In Alpine Siesta la tavola è apparecchiata, il seggiolone sta davanti, la bottiglia in mezzo. Fonduta e raclette sono per Heida e Fendant, uno stufato per il Cornalin. La camera dei bambini è accanto.